UN ASSAGGIO DI SOCCER TOWN



PROLOGO 

«Ho detto che lo voglio!» 

«Il terzo tentativo è andato a vuoto come gli altri, signore. Abbiamo esaurito le nostre risorse.» 

«Non è un problema mio. Lo voglio. C’è bisogno di ricordarle quanti miliardi di dollari sono in gioco? Non abbiamo esaurito le possibilità di portare a termine il progetto, inoltre. Ci sarebbe l’ultima.» 

«Intende…» 

«Intendo proprio quella.» 

«Signore, ha idea di quello che mi sta chiedendo?» 

«Ho idea! Le ricordo che non la pago per discutere, ma per eseguire.» 

«Capisce che il vero problema è la seconda fase del progetto?» 

«Conto sulla sua disponibilità e sulla sua discrezione. Come ben sa, lei non può negarmi i suoi servizi.» 

«Certamente, signore. Ho una sola domanda da fare.» 

«Dica pure, se lo merita.» «Quale dei due sistemi intende utilizzare?» 

«Beh, sta a lei deciderlo. È lei il mago.» 

«Io andrei sul sicuro e utilizzerei il fisiologico, non rischierei con l’acceleratore. Ci sarà da aspettare qualche anno, ma il risultato è garantito.» 

«Aggiudicato! Buon lavoro.» 

«Che Dio ci perdoni, signore.» 

«Ci ha già perdonato, stia tranquillo. Può andare.»


CAPITOLO 1 

Ventinove anni più tardi 

Il sole dominava l’orizzonte e la temperatura, stabile sui quattordici gradi, era ideale per il footing mattutino. Un meraviglioso esercito di abeti sembrava scortare il sentiero che costeggiava il bosco. Nessuna presenza umana nel raggio di cento chilometri. L’acqua del lago era piatta, solo a tratti scossa da una brezza quasi impercettibile. A fungere da colonna sonora, il cinguettio degli uccelli.  

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keep in touch ... a breve nuovo editore e nuova edizione