EDITOR SI O EDITOR NO?

Per alcuni scrittori è una esigenza, per altri un tabù, per altri ancora un terrore, convinti di dover subire lo stravolgimento delle proprie righe e dei propri intenti. Lui è l’editor.

Non si può proporre una definizione unica e definita dell’editor: è sia un intermediario tra scrittore e lettore che lettore beta di alto livello, sia l’avvocato del diavolo spietato che l’amico riservato, ma soprattutto è la visione qualificata di una lente esterna, asettica e per niente intossicata dall’overdose fisiologica che lo scrittore ha di quello che scrive.

È indubbio che la terzietà e il “distacco” dell’editor sono condizione necessaria ma non sufficiente per un editing serio e professionale, altrimenti ci si potrebbe benissimo limitare a fare leggere i propri scritti al vicino di casa. Il soggetto al quale ci si rivolge deve essere un professionista della scrittura, con competenze adeguate. L’editor è il terzo occhio dello scrittore, la seconda anima che può trasformarlo e smaltare il suo talento e le sue intuizioni. 

Secondo me l’editing dei propri scritti da parte di un soggetto “qualificato” esterno è un passo obbligatorio e imprescindibile per chi voglia fare le cose seriamente. Qualsiasi scrittore che si voglia definire tale deve pretendere per se stesso un editor. Il vero dilemma, forse, non è “editing o non editing”, ma trovare l’editor giusto, intendendosi per “giusto” quello capace, formato, professionale, corretto. Cosi come si è assistito negli ultimi anni alla proliferazione di false case editrici (verrà dedicato un post ad hoc prossimamente) dietro alle quali di nascondono avide e furbe tipografie, si registra anche un incremento esponenziale dei sedicenti editor. 

Come distinguere allora quelli bravi? È difficile andarli a beccare a colpo sicuro, a meno a che non si possa capitalizzare l’esperienza diretta riferita da amici e conoscenti di cui ci fidiamo. In caso contrario sarà necessario aprire gli occhi, chiedere chiarimenti e referenze, eventualmente testarlo richiedendo dei servizi di prova (anche se a pagamento, del resto stiamo parlando di una prestazione professionale)… insomma procedere per step successivi, prudenti e misurati.